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La Cooperativa Sociale Emmaus promuove e tutela i diritti/doveri di cittadinanza, eroga servizi alla persona e si impegna nell’ideazione di “buone prassi”.

La Cooperativa Sociale Emmaus nasce nel 1996, per promuovere l’inserimento lavorativo delle persone svantaggiate tutelate dall’attività dell’Associazione di Volontariato “Casa Betania”. Il fondatore di Casa Betania a Salerno è Monsignor Giovanni Pirone (parroco della chiesa di Santa Croce a Torrione dal 1955 al 1972 e ultimo rettore del Pontificio Seminario Regionale Pio XI di Salerno dal 1972 al 1976) anche ideatore e promotore del Comitato Diocesano per la Vita e fondatore dell’Associazione La Tenda Centro di Solidarietà del Comitato Diocesano per la Vita. Per corrispondere all’iniziativa promossa dal Centro Nazionale denominata “Strategia della vita” viene indetto nell’autunno del 1978 un convegno diocesano all’esito del quale, Don Giovanni, d’intesa con S.E. Mons. Pollio, crea il “Comitato diocesano per la vita” (1979) costituito da rappresentanti di associazioni e movimenti sensibili ai problemi sociali del tempo. Da questa esperienza, il 5 Giugno 1981, scaturisce la fondazione a Salerno dell’Associazione La Tenda – Centro di solidarietà del Comitato Diocesano per la Vita con sede in Piazza Porta Rotese 1/a (formata da Don Giovanni e altri otto volontari) che ha lo scopo di attuare un programma di promozione umana degli emarginati secondo lo spirito evangelico con particolare riferimento alle scelte pastorali della CEI. Il centro non ha scopo di lucro ed i campi in cui intende operare attraverso la prevenzione, l’animazione culturale e l’intervento diretto sono: maternità, minori, anziani, tossicodipedenti e ogni altro tipo di svantaggio. Il centro si propone, inoltre, di realizzare la prevenzione attraverso momenti di ricerca, informazione, promozione delle coscienze condotti con famiglie, scuola, operatori pedagogici e sociali, personale medico e paramedico. Secondo questa linea operativa, nel 1984, Don Giovanni apre a Salerno Casa Betania con sede in Via S. De Renzi 41, il Centro sociale “La Tenda” a Mercato San Severino in Via D. Somma 11 che è pre comunitario e di orientamento per il recupero dei ragazzi con tossicodipendenza e nel 1985 la Comunità terapeutica “La Pagliuzza” (come lui intende chiamarla in riferimento al passo evangelico di Luca 6, 39-45) in località Giovi Casa De Rosa. La fondazione di Casa Betania, quindi, è strettamente legata al progetto evangelico e di aiuto fortemente voluto da Don Giovanni e in particolare essa viene aperta per l’accoglienza delle ragazze madri in difficoltà e dei loro bambini. Il nome Casa Betania viene dato da Don Giovanni in riferimento al passo del Vangelo in cui si parla della visita di Gesù in casa di Lazzaro, a Betania, dove avviene il miracolo della risurrezione alla vita. A Casa Betania collabora Suor Mercedes dell’Istituto di Santa Teresa del Bambin Gesù, dove Don Giovanni è cappellano. Suor Mercedes accetta la richiesta di collaborazione di Don Giovanni perché tra le varie opere a cuore del fondatore del proprio istituto religioso, vi era il soccorso alle ragazze madri e ne vede, quindi, una vocazione nella vocazione. Dopo circa dieci anni dalla morte di Don Giovanni, avvenuta prematuramente il 1 Agosto 1987 a 56 anni, Casa Betania viene chiusa per scelte in seno alla diocesi. In quei dieci anni, viene portata avanti da Padre Antonio Tomay subentrato a Don Giovanni. Nel 1993, a Castiglione del Genovesi, nasce una comunità più ampia, per un servizio residenziale a modello familiare, nell’antica casa gentilizia di fine ‘800 donata dalla Famiglia Donadio alla Curia Arcivescovile dove hanno continuato a operare Padre Antonio Tomay e Suor Mercedes. La complessa iniziativa, ideata e promossa da Don Giovanni, tra lo scetticismo del tempo più o meno diffuso, viene, quindi, riconosciuta sul territorio come punto di riferimento per l’accoglienza e la difesa della maternità e della vita nascente e segna per la diocesi una fioritura meravigliosa di vocazioni di volontariato, che oggi prosegue con le attività della Cooperativa Emmaus.

Dal 2008 la Cooperativa gestisce i servizi alla persona precedentemente coordinati all’Associazione e di cui Casa Betania conserva la titolarità.

MLP

Dal libro “Il sì a Dio e all’uomo”, Maggio1989
e ulteriori dichiarazioni di testimoni diretti

Nel corso degli anni, vengono sperimentati diversi progetti finalizzati all’accoglienza in comunità di mamme e bambini in difficoltà; sono inoltre promosse attività di integrazione sociale di adolescenti a rischio ed istituiti servizi di orientamento ed informazione agli immigrati.Di recente, la Cooperativa è molto attiva nella realizzazione di interventi rivolti ai minori stranieri non accompagnati, arrivati in territorio italiano in seguito ad eventi di sbarco, in particolare garantendo accoglienza emergenziale, affiancamento e tutela nei percorsi di legalizzazione ed inserimento socio-educativo nel medio e lungo termine.